Se l’innovazione sociale diventa mainstream

di Ottavia Spaggiari, VITA

Il boom di startup sociali e di acceleratori di impresa dedicati a business sostenibili segnano una nuova fase per la social innovation che diventa sempre più mainstream, ad affermarlo è Nesta, la fondazione britannica per la promozione dell’innovazione.

design can change

“Stiamo attraversando un momento straordinario per l’innovazione sociale ” così hanno concluso il loro intervento all’incontro organizzato da Changemakers for Expo Milano 2015, Jessica Stacey e Glen Mehn di Nesta la fondazione britannica che rappresenta un faro per la social innovation europea. Organizzato nell’ambito del programma di incubazione dedicato a startup ad alto impatto sociale e ambientale, promosso da Telecom Italia e Expo Milano 2015, l’incontro con Nesta ha presentato alcuni dei più innovativi strumenti adottati dal terzo settore britannico per fare fronte alle nuove emergenze sociali.

Impact investing e lo sviluppo di nuovi programmi di accelerazione per favorire la nascita di nuove imprese sociali sono le chiavi di volta individuate dalla fondazione inglese per promuovere un tipo di innovazione in grado di generare un impatto positivo, in una visione sempre più diffusa che intende coniugare la sostenibilità economica di un’impresa, a quella sociale e ambientale. E sono proprio due imprese  gli esempi emblematici portati da Stacey e Mehn per presentare l’approccio British alla social innovation: The Amazings e Patientslikeme, la prima una startup di microimpiego che aiuta i pensionati ad arrotondare, mettendo in vendita le proprie competenze e trasmettendo il proprio sapere alle generazioni più giovani, il secondo un social network per pazienti, che permette di ottimizzare le informazioni, condividendo le esperienze relativamente alle cure, ai medici e alle strutture sanitarie, così da contribuire allo sviluppo di una vera e propria rete di supporto per i malati.

In questo contesto, a giocare un ruolo chiave nella promozione della social innovation sono gli acceleratori di impresa, tra cui uno dei progetti più recenti di Nesta: Bethnal Green Ventures, un programma di incubazione, che prevede l’accompagnamento manageriale di 10 startup. Co-finanziato da Google, Bethnal Green Ventures ha come requisito fondamentale per i nuovi business a cui offre consulenza, l’utilizzo della tecnologia per la risoluzione di problemi sociali ed ambientali. E se, come ha sottolineato Mehn, questo programma di incubazione è tra le creature più recenti e più promettenti di Nesta, la nascita di progetti di supporto alle imprese ad alto impatto sociale, non è però solo una peculiarità britannica.

“In realtà l’innovazione sociale sta diventando sempre più mainstream”, ha spiegato Mehn, “ne è la prova l’enorme diffusione di programmi di supporto a startup con finalità sociali. Dagli Stati Uniti, all’Europa, all’Asia, al Sud America, questo tipo di programmi stanno crescendo in modo esponenziale. Credo che questo sia un chiaro segnale: c’è bisogno di trovare nuovi strumenti in grado di affrontare le necessità di una società che cambia e questo non può avvenire senza innovare il nostro sistema economico. L’approccio sociale all’innovazione ormai non riguarda solo il non-profit, è qualcosa di sempre più mainstream.”

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